Vi è mai capitato di far fatica a prendere sonno alla sera, di trovarvi a metà notte con gli occhi aperti o di svegliarvi al mattino prima del suono della sveglia o con la sensazione di essere già stanchi?

Sono esperienze comuni a molte persone; per alcuni, purtroppo, la regola, per altri qualcosa che capita in momenti di vita particolarmente stressanti.

Dormire e riposare è una cosa indispensabile per il nostro organismo.

Mentre noi dormiamo, l’organismo è impegnato in alcune funzioni indispensabili: recuperare le energie, rielaborare quanto fatto durante la giornata, ecc…

Ma quanto bisogna dormire?

Per rispondere alla domanda, sono diversi i fattori da considerare: aspetti genetici (alcune persone necessitano di meno sonno di altre), l’età (gli anziani dormono meno dei giovani), le abitudini o la presenza di alcune patologie meritevoli di attenzioni mediche specialistiche. In genere, comunque, la durata ottimale del sonno si attesta intorno alle 6-7 ore.

Conta tantissimo la qualità del sonno, ovvero non solo quanto di dorme ma quanto si è riposati la mattina al risveglio.

Anche il modo in cui viviamo durante la giornata, quello che facciamo specie di sera, possono avere un’influenza importante sulla quantità e qualità del nostro sonno.

Di seguito alcuni accorgimenti che possono aiutare a riposare meglio:

  • Evitare le “pennichelle” diurne o quelli serali sul divano (diversamente per bambini o persone anziane);
  • Evitare di assumere sostanze “stimolanti” – caffeina, bibite gassate, cioccolata, alcool, nicotina – durante la giornata e soprattutto alla sera;
  • Evitare pasti serali “impegnativi”, specie carichi di grassi che potrebbero creare qualche problema nelle persone che soffrono di reflusso gastroesofageo;
  • Evitare l’attività fisica vigorosa alla sera: azioni quali correre o andare in palestra tardi alla sera, potrebbero avere qualche conseguenza sul sonno;
  • Andare a letto alla sera e svegliarsi al mattino a orari regolari
  • Qualora si facesse fatica a prendere sonno, sarebbe opportuno alzarsi dal letto, uscire dalla camera, leggere o fare altre cose fino a quando non si sente il desiderio di dormire;
  • Una camera da letto buia, possibilmente senza rumori con la giusta temperatura favorisce il sonno;
  • Letto e materasso comodi e adatti alle caratteristiche della persona sono fondamentali;
  • Apprendere tecniche di rilassamento mentale e muscolare può essere importante.

Possiamo concludere dicendo che non è il dormire in sé che giova all’organismo e alla mente bensì la qualità del sonno.

Per esprimere bene il concetto, potremmo prendere a prestito una frase di Mahatma Gandhi: “Ogni sera, quando vado a dormire, io muoio. E la mattina dopo, quando mi sveglio, sono rinato”.

a cura di Daniela Lucini – Professore Ordinario MEDF/01, Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Facoltà di Medicina e Chirurgia – Direttore Scuola Specializzazione in Medicina dello Sport ed Esercizio Fisico