Nei giorni scorsi, è stata depositata presso la V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione) della Camera dei Deputati la memoria della Corte dei Conti sul decreto-legge n. 34/2020 recante misure urgenti in materia di salute e di sostegno al lavoro e all’economia.

L’analisi della Corte sul sistema sanitario è contenuta nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica.

In estrema sintesi, due le principali evidenze:

  • risorse ai grandi ospedali a discapito dell’assistenza territoriale;
  • sistema disincentivante con pochi posti e salari bassi che spingono i medici, dopo essersi brillantemente formati in Italia, alla fuga verso l’estero.

La Germania spende per cittadino il doppio della spesa sanitaria pro capite in Italia perché, oltretutto, la sanità crea lavoro.

Durante l’emergenza, la medicina generale e la specialistica ambulatoriale hanno ottemperato bene alla famosa regola delle tre “t”, riducendo sensibilmente il numero di pazienti Covid che finivano in ospedale.

A far scappare i nostri giovani laureati in Medicina è il famoso imbuto formativo, ovvero il numero di posti per le scuole di specializzazione che è inferiore al numero di laureati, circa 9.000 ogni anno.

Da quest’anno qualcosa pare stia cambiando, tra allarmi per la carenza dei medici (soprattutto specialisti) negli ospedali, frutto del blocco del turnover di molte Regioni, pensionamenti e della riforma pensionistica ‘quota 100’, il Governo e le associazioni di categoria stanno affrontando il problema.

Per questo e per altre contraddizioni del sistema, anche afferenti al rapporto pubblico – privato, (…) il rischio è di rendere vana la più grande conquista sociale del secolo scorso: il Servizio Sanitario Nazionale.

Clicca sul link sottostante per accedere alla versione integrale del documento:

https://www.corteconti.it/Download?id=89684b0a-9c96-4e29-90f4-446858b94e9d