ASSIDIM nei mesi scorsi ha condotto, con la collaborazione della Prof.ssa Daniela Lucini dell’Università di Milano, un’indagine online sugli stili di vita durante il Covid-19.

Lo strumento per la rilevazione è stato un questionario anonimo di 42 domande inerenti alimentazione, abitudine all’esercizio fisico, fumo e consumo di alcolici, stress, sonno e percezione dello stato di salute delle persone.

Le risposte, immediatamente disponibili per i rispondenti, sono state trattate in forma aggregata per costruire il Lifestyle Index.

I risultati dell’indagine saranno presentati prossimamente in un evento ad hoc con le aziende ma vogliamo darvi qualche anticipazione.

Più dell’80% dei circa 1.400 rispondenti ha almeno un’assistenza con ASSIDIM, con un’età media che è di 52 anni per gli uomini e 46 anni per le donne. C’è invece una distribuzione omogenea per quanto concerne sia il genere (52% uomini e 48% donne) che la categoria professionale (il 35% svolge mansioni impiegatizie, il 30% è parimenti quadro o dirigente).

Tra le principali evidenze, emerge che:

  • nella popolazione che definiamo «attiva», secondo un particolare parametro metabolico (MET), è piuttosto elevata la percezione di un miglioramento delle performance lavorative, della qualità della salute e del sonno;
  • i dipendenti beneficiari delle prestazioni ASSIDIM sono caratterizzati da un indice di stile di vita più elevato rispetto ai dipendenti che NON beneficiano delle prestazioni ASSIDIM.
  • 9 dipendenti su 10 riferiscono il desiderio di una specifica consulenza per migliorare il proprio stile di vita.

Certamente, l’effetto lockdown e le persistenti limitazioni alle attività quotidiane, che sono andate viepiù riducendosi stante il miglioramento della curva epidemiologica causato dall’impatto dei vaccini, hanno influenzato gli stili di vita delle persone.

In generale, le conseguenze della pandemia su visite e prestazioni sanitarie sono purtroppo drammatiche considerando che non si muore di solo Covid.

Tuttavia, come testimoniato dalle principali statistiche, la prevenzione intesa come diagnosi precoce non è un tema che sta a cuore agli italiani a prescindere dalla scure del Covid.

Per coloro che fossero interessati ad approfondire l’indagine, rimandiamo alla lettura dell’articolo scientifico pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health: https://www.mdpi.com/1660-4601/18/17/8991/pdf